IL FILO SOSPESO

Yuko, giovane poeta giapponese; Soseki, anziano pittore ormai cieco; Neve, una bellissima funambola francese.

Tre personaggi i cui destini sono legati sottilmente da un filo, tenuto teso tra due montagne come simbolo di un esercizio funambolico impossibile da eseguire. Una storia senza tempo sulla poesia, l'amore, la morte e... un fiocco di neve, che cade leggero dal cielo. 

Una nuovissima produzione del Teatro Potlach, che vede in scena l'incontro artistico di due grandi attrici: Nathalie Mentha del Teatro Potlach e Keiin Yoshimura, massima interprete giapponese della danza kamigata-mai.

Liberamente ispirato al romanzo "Neve" di Maxence Fermine.

OPINIONI DELLA STAMPA:

"Storia d’amore tra un samurai giapponese e una funambola francese, Neve si presenta allo sguardo dello spettatore come una serie di contrapposizioni continuamente variate e rimodulate [...] Uno spettacolo suggestivo e intimista al tempo stesso, calligrafico e romantico, semplice e complesso. Sublime sintesi di opposti in un’armonia superiore che non è alla fine quella della voce narrante, ma quella dello sguardo dello spettatore che interpreta i segni sparsi della scena per farne un altrove in cui, finalmente, riconoscersi."

Alessandro Izzi, CloseUp

Yuko, a young Japanese poet; Soseki, an old painter who grew blind; Snow, a wonderful French funambolist.

Three characters whose destinies are interlaced by a thin thread, held stretched between two mountains as a symbol of a tightrope walker exercise that is impossible to execute. A story out of time, about poetry, love, death and… a snowflake, softly falling from the sky.

A very new production from Teatro Potlach, which involves the artistic encounter on stage of two great actresses: Nathalie Mentha from Teatro Potlach and Keiin Yoshimura, the best Japanese performer of the dance style kamigata-mai.

Freely inspired by the novel "Snow" by Maxence Fermine.

 

 

PRESS QUOTES:

A love story of a Japanese samurai and a French tightrope walker, Snow appears to the spectator’s eye as a series of juxtapositions, constantly changing and re-modulating […] A performance that is at the same time evocative and intimate, calligraphic and sentimental, simple and complex. Sublime synthesis of oppositions in a higher harmony, that in the end is not that of the narrating voice, but that of the eye of the beholder, who translates the scattered signs on the stage to make an elsewhere out of them, an elsewhere where he can finally find himself”.

Alessandro Izzi, CloseUp

Regia: Pino Di Buduo

Con: Nathalie Mentha e Keiin Yoshimura, Zsofia Gulyas

Scenografia digitale: Quiet Ensemble e Teatro Potlach

Produzione: Teatro Potlach