Parata Immagini
Regia: Pino Di Buduo
Musica, danze, ritmo e figure sui trampoli sono le caratteristiche di questa rappresentazione che invaderà le piazze e le strade in un maestoso percorso itinerante.
Mettendo in risalto gli angoli più caratteristici del luogo, lo spettacolo, inframmezzato da musica suonata dal vivo, da annunci e presentazioni delle scene da parte di un cantastorie, arricchirà e trasformerà l'immagine stessa della città, donandole un aspetto nuovo, immergendola in un'atmosfera da sogno.
Il teatro si avvicinerà alla gente introducendola in un mondo magico, fuori dall'ordinario, fatto di personaggi, di suoni e voci melodiose. Gli attori in maschera fanno dono di fiori agli spettatori, accompagnati da una musica gioiosa, suonata dal vivo dagli attori-musicisti.
Saltimbanchi, suonatori di grancasse, trombe e flauti.
Una ballerina-equilibrista vestita di bianco cammina su un filo muovendosi in un delicato numero d'equilibrio reso unico dalle musiche di Nino Rota, un soffio di vento la colpisce e cade, ma il profumo di un fiore la fa rinascere.
Sugli alti trampoli un personaggio racconta con i suoi burattini la storia di Pulcinella e Don Fresella innamorati entrambi di Teresina. Un altro compie grandi evoluzioni con due lunghi e larghi nastri rossi cinesi evocando un incendio di passioni per la sua partner.
Questo è il mondo onirico di Parata che ha viaggiato per tutto il mondo, donando al suo pubblico sogni e visioni.
Un teatro che va dai suoi potenziali spettatori, li cerca e li affascina proprio lì dove vivono quotidianamente, i loro quartieri, paesi, città. Un teatro che ha la capacità magica di bloccare il tempo quotidiano, per dar vita ad un tempo dilatato, quello dell'arte.
Uno spettatore per caso quello di Parata che nella sorpresa di un incontro trasformerà la sua giornata in un esperienza in cui regnano il colore e la fantasia.
Repliche:
Freiburg (Germania); Berna (Svizzera); Zurigo (Svizzera); Alesund (Norvegia); Holstebro (Danimarca); Valladolid (Spagna); Madrid (Spagna); Poznan (Polonia); Murcia (Spagna); Castilla (Spagna); Oslo (Norvegia); Bahia Blanca (Argentina); Rio de Janeiro (Brasile); Gutersloh (Germania); Fecamp (Francia); Parigi (Francia); Aguascalientes (Messico); Morella (Messico); Belo Horizonte (Argentina); Koln (Germania); Liverpool (Inghilterra); Wolfsburg (Germania); Culiacán (Messico).
Benevento; Padova; Bergamo; Spoleto; Roma; Sassari; Frosinone; Albano; Toffia; Romeno (TR); Monterotondo (RI); S. Teresa di Gallura; Poggio Mirteto (RI); Formia (LT); Passo Corese (RI); Fara Sabina (RI).
Opinioni della stampa:
Il Mattino- Napoli
"Sui trampoli, dalla piazze di tutto il mondo a Palinuro. Il Teatro Potlach non ha resistito al richiamo magico del Cilento(...). Uno spettacolo indimenticabile che ha riportato indietro nel tempo, condito da una magica coreografia e da una rappresentazione magistrale quanto suggestiva dei protagonisti di questa storia d'estate dedicata alla luna. Giocolieri in lunghissimi abiti da sogno, maschere inquietanti, saltimbanchi suonatori di grancasse, trombe e flauti, a fare da cornice allo spettacolo che ha letteralmente catturato chi ha avuto la fortuna di assistervi."
Corriere dell'Umbria
"(...)Proprio in occasione del compleanno del maestro (Giancarlo Menotti) sono giunti a Spoleto gli artisti del Teatro Potlach che, (...), hanno realizzato il progetto Ambasciatori immaginari. Il termine "potlach", proveniente dal linguaggio degli indiani del nord Canada, sta a significare il gesto dello scambiarsi i doni. Uno scambio che nel caso specifico, come ha spiegato Pino Di Buduo, regista e direttore dello stabile, nel caso della produzione teatrale deve avvenire tra gli attori e il pubblico."
Klassekampen Kultur
"Dopo aver lasciato segni profondi a Trondheim, il gruppo italiano Potlach è ora sulla via di Oslo, Porsgrunn e Skien. (...) Una delle cose che hanno presentato è uno spettacolo/parata di strada che include elementi del circo, della musica, della danza, dell'acrobatica ecc., che ha catturato con slancio l'attenzione degli spettatori, (...). Daniela Regnoli dice che è sempre eccitante presentare la parata in luoghi nuovi, perché non si sa mai come la gente possa reagire. Questa deve infatti confrontarsi con un teatro che non ha scelto di vedere, ma che gli si è presentato davanti!"
Esigenze tecniche